La storia

Seba sta giocando. Dice: “Adoro questo game”. Sopra l’immagine tre righe: “autostima”, “amici”, “salute”. Sono piene.
Seba in bici, guarda il suo telefonino. Un tipo gli passa vicino. Appare un pop-up: “Diventiamo amici? Accetta”. Seba non reagisce.
Seba continua a giocare camminando. Il poster “un lavoro super” non lo vede. Il pop-up: “Un posto di lavoro da sogno? Accetta”. Seba non reagisce.
Seba gioca in treno. La ragazza di fronte non la vede. Appare un pop-up: “Una relazione d’amore? Accetta”. Seba non reagisce.
Seba è seduto da solo al buio davanti al PC. Appare un pop-up: “Esplorare il mondo? Accetta”. Seba non reagisce.
Seba con la barba lunga è seduto da solo al buio davanti al PC. Il pop-up: “Attenzione! Videodipendenza”.
Seba continua a giocare. Il pop-up: “Attenzione! Energia al minimo. Sei quasi alla fine”. Le tre righe: “autostima”, “amici”, “salute” sono quasi vuote.
Giulia è in camera. Gli sbatte la tastiera sulla testa: “Da mesi non fai nient’altro che giocare!”
Seba si tocca la testa: “Ahi”. Giulia se ne va: “Hai una vita sola. E te la stai giocando, cretino”.